In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale (10 ottobre), GoodHabitz, piattaforma internazionale di formazione aziendale, accende i riflettori su un tema importante: il ruolo delle soft skills nella prevenzione del burn out, considerato ormai un vero e proprio rischio psicosociale.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre il 15% dei lavoratori soffre di disturbi psichici, mentre recenti dati ISTAT rivelano che il 40% degli italiani dichiara di aver vissuto almeno un episodio di stress acuto o ansia legata al lavoro negli ultimi 12 mesi. La sindrome da burn out, riconosciuta dall’OMS come fenomeno occupazionale, è in costante crescita: 8 dipendenti su 10 si sentono a rischio di abbandonare il proprio posto di lavoro a causa di stress e pressione eccessiva.
Un fenomeno che impatta non solo la produttività, ma anche la qualità della vita, le relazioni e la salute fisica.
La digitalizzazione, la velocità dei cambiamenti e la crescente interconnessione hanno reso il confine tra vita privata e professionale sempre più sottile, aumentando il rischio di sovraccarico emotivo. In questo scenario, la capacità di gestire le emozioni, comunicare in modo efficace, collaborare e mantenere l’equilibrio tra lavoro e vita personale non è più un “nice to have”, ma una vera e propria necessità.
Per questo motivo, GoodHabitz offre alle aziende e ai lavoratori un percorso concreto per sviluppare le soft skills fondamentali: dalla gestione dello stress all’intelligenza emotiva, dal problem solving alla resilienza. L’obiettivo? Costruire ambienti di lavoro più inclusivi, produttivi e, soprattutto, sani.
“Il burn out non è solo una questione individuale, ma un fenomeno sociale che impatta sulla produttività, sulla salute e sulla qualità della vita di milioni di persone. Investire sulle soft skills significa dare alle persone gli strumenti per affrontare le sfide quotidiane, riconoscere i segnali di stress e chiedere aiuto. In GoodHabitz crediamo che la formazione sia il primo passo per costruire una cultura aziendale più attenta al benessere mentale, dove la crescita personale va di pari passo con quella professionale”. – sottolinea Paolo Carnovale General Manager di GoodHabitz Italia
5 soft skills da allenare ogni giorno per prevenire il burn out e tutelare la salute mentale sul luogo di lavoro:
“Le soft skills non sono solo competenze trasversali, ma veri e propri strumenti di prevenzione. Allenarle ogni giorno significa investire nel proprio benessere e in quello dell’intera organizzazione”, conclude Carnovale.
La formazione sulle soft skills non riguarda solo i manager o le figure HR, ma coinvolge tutti i collaboratori in ogni settore. In quest’ottica, GoodHabitz propone corsi interattivi e accessibili, pensati per adattarsi alle esigenze di aziende di ogni dimensione, con contenuti aggiornati e coinvolgenti che aiutano a sviluppare consapevolezza, empatia e capacità relazionali.